Int. a Francesco Narmenni: come vivere (e mangiare) bene con 500 euro al mese

3Come smettere di lavorare, vivere con 500 euro al mese ed essere felici: la storia di Francesco Narmenni (e della sua famiglia) parla di questo e molto altro ancora. Parla di coraggio, di determinazione, di decrescita, autoproduzione, indipendenza e libertà. Di scelte controcorrente e di cambiamenti reali.

Francesco è l’autore del blog Smettere di Lavorare. Lo conosco e lo seguo da tanti anni e sono molto felice che il suo percorso oggi si sia trasformato in libro. Certe storie, incontrate nel momento giusto, sono molle incredibili di cambiamento e per me la sua è stato questo: una spinta a cambiare e a tratti un manuale pratico per farlo davvero.

Questa è una storia che parte da un lavoro sicuro e una routine ordinaria per arrivare al licenziamento e a una vita stra-ordinaria. Ho avuto il piacere di raccontarla sul sito ilcambiamento.it (ecco il link: «Io non sono più schiavo del lavoro»: la storia di Francesco e del suo cambiamento) e, ovviamente, non ho resistito ad aggiungere all’intervista qualche domanda sull’alimentazione per il mio piccolo (adorato) blog! Anche perché proprio di lui ho parlato nel mio primo post – Dal caffè al primo assaggio di felicità – e proprio grazie a lui ho messo in discussione tanti piccoli gesti quotidiani alimentari e non.

Dopo 15 anni di lavoro e un buon contratto hai deciso di licenziarti e cambiare vita. E’ cambiata anche la tua alimentazione? 

In realtà non è cambiata molto, sono sempre stato attento al modo di nutrirmi e ho sempre cercato di evitare di consumare prodotti industriali. Non acquisto mai merendine o biscotti confezionati, bevande gassate o surgelati, compro solo le materie prime e autoproduco praticamente tutto quello che mi serve per vivere. Avendo più tempo vado spesso nei prati e nei boschi a raccogliere erbe e frutti spontanei, come il finocchio selvatico, le ortiche o i denti di cane. Produco un ottimo sciroppo con le pigne del pino mugo che raccolgo in autunno in alta montagna e quest’anno ho fatto la grappa con il corniolo, un frutto che si usava nel Medioevo al posto delle olive.

Come si vive (in tre) con meno di 500 euro al mese?

«Si vive molto bene perché si è costretti a rinunciare a tutto il superfluo e questa non è una limitazione, ma una liberazione. Quando si smette di ricercare la felicità attraverso l’acquisto dell’inutile s’inizia a dare importanza a valori dimenticati, come una cena con amici in cui ognuno porta qualcosa e si cucina insieme, oppure aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio. La maggior parte dei problemi che crediamo derivino dall’assenza di soldi sono dei non-problemi, non importa se metto lo stesso paio di scarpe per tre anni di fila o se non vado al cinema da chissà quanto ormai, quando si ha il tempo e la libertà i sostituti artificiali della vera felicità non servono più a nulla».

Quanto spendi per fare la spesa e cosa compri?

Spendo circa 250 euro al mese per tutta la famiglia. Non acquisto quasi nulla dai supermercati, mi rifornisco attraverso i gruppi d’acquisto solidale (GAS) ed in particolare da un’amica che abita qui vicino e ha una fattoria. Inutile dire che la qualità dei prodotti è infinitamente superiore rispetto a quella a cui siamo oggi abituati. Coltivo poi un piccolo orto che ho organizzato in modo ottimale e mi permette di avere verdura fresca per gran parte dell’anno.

Com’è la tua alimentazione?

Sono quasi vegetariano, nel senso che faccio un uso molto contenuto della carne e del pesce, stimo molto sia i vegetariani sia i vegani e ne condivido i principi, ma personalmente non sono ancora riuscito ad eliminarla completamente. Anche se non consumo mai carne di derivazione industriale.

Come si svolgono adesso le tue giornate?

Al mattino mi alzo sempre molto presto , scrivo un po’ e poi vado a correre nei boschi. Certe volte parto che è ancora buio e raggiungo la vetta da cui amo osservare l’alba. Quando sono alle Canarie, al mattino presto mi piace fare surf quando la spiaggia è ancora deserta. Il resto della giornata faccio lavoretti per la casa, taglio un po’ di legna, curo l’orto, gioco con mia figlia, vado a trovare qualche amico che non vedo da molto tempo, suono e soprattutto cucino molto, perché c’è sempre molto da fare in cucina quando si cerca di autoprodurre il più possibile!

Quanto tempo dedichi all’autoproduzione?

Moltissimo, non passa giorno che io non faccia pane o biscotti, ma autoprodurre significa soprattutto non acquistare mai cibi pronti e preparare tutto quello che serve partendo solo da poche materie prime, con acqua, latte, farina e uova. Il periodo più intenso è la fine dell’estate, quando raccolgo gli ultimi prodotti dell’orto e surgelo tutto per l’inverno, oppure essicco intere ceste di frutta. Solitamente produco e surgelo grandi quantità di minestrone, è un ottimo modo per avere verdura di qualità durante tutto l’inverno. Penso che possedere un grosso surgelatore sia indispensabile per contenere al massimo le spese.

Quanto si può risparmiare con un orto?

Per il totale autosostentamento di un singolo individuo sono necessari almeno 100mq di orto, quindi, possedendo un appezzamento di terreno adatto al numero di componenti della propria famiglia, si ottiene un risparmio notevole. Una famiglia di 4 persone consuma circa 5 kg di verdura la settimana, per capire quanto si può risparmiare bisogna prima capire come si acquista la verdura, perché c’è differenza tra comprare quella lavata e confezionata, e le classiche cassette di verdura mista. Nel primo caso il risparmio anno per una famiglia di 4 persone è superiore ai 2000 euro, nel caso in cui invece si è soliti rifornirsi ai mercati dei contadini si parla di cifre intorno ai 600 euro.

Bevi ancora caffè?

Si, ogni tanto, ma mai dai distributori automatici. Ogni anno finanzio una cooperativa peruviana, con un gruppo di amici gli inviamo un po’ di soldi e loro coltivano dell’ottimo caffè che poi ci spediscono, ne ordino poco, ne bevo poco, ma almeno ho trasformato in vizio inutile in qualcosa di buono.

Siamo quello che mangiamo?

Ne sono profondamente convinto, lo stile di vita che conduciamo, frenetico e superficiale per via dei lavori schiavizzanti che svolgiamo, ci ha portati a dimenticare l’importanza di nutrirci in modo sano ed equilibrato. La stanchezza, lo stress ed un consistente numero di disturbi come l’obesità o alcune malattie cardiovascolari, derivano da un’alimentazione troppo grassa e poco varia. Ne consegue che lavoriamo per curarci da quelle malattie che il lavoro stesso ha generato.

La decrescita è felice anche in cucina?

Beh, se per decrescita intendiamo semplicità volontaria, cioè liberarsi da tutto il superfluo, allora sì, anche in cucina si può applicare questa filosofia con importati risvolti sulla propria vita. Se si preparano ricette semplici, partendo dalle materie prime, e si evita di acquistare cibi preconfezionati, precotti o surgelati, non solo si risparmia moltissimo, ma si fa un favore anche al proprio fisico. Medici e nutrizionisti sono concordi nell’affermare che la prima forma di prevenzione di qualunque malattia è un’alimentazione sana ed equilibrata e questo ci permette di utilizzare meno farmaci, quindi spendere ancora meno ed avere più opportunità di condurre un’esistenza felice.

Alla fine tutto si riconduce sempre a questo, essere felici, ovvero l’unico vero scopo della vita di ognuno. Se impariamo a chiederci se siamo felici o se una certa scelta ci porterà ad esserlo, allora non sbaglieremo direzione. Magari non diventeremo ricchi o famosi, ma avremo dato alla nostra vita il miglior taglio possibile.

Consigli di lettura:

«Io non sono più schiavo del lavoro»: la storia di Francesco e del suo cambiamento, intervista a Francesco Narmenni.

Vivere con Poco Ma Guadagnare Tanto (come faccio) dal blog smetteredilavorare.it

Smettere di lavorare (Cambiare vita – Guadagnare risparmiando – Far fruttare le proprie passioni – Vivere bene con poco – Trasferirsi all’estero) libro di Francesco Narmenni, ed. Punto d’Incontro

Dal caffè al primo assaggio di felicità 

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15 Comments

  1. È molto bello tutto ciò che dici è lo condivido ma ci vuole molto coraggio x metterlo in pratica…..

  2. Bellissima scelta di vita, a poco a poco anch’io sto staccandomi dal modello di civiltà e società fallimentare alla quale la maggior parte delle persone aderisce acriticamente e vado alla ricerca di una nuova e maggiore consapevolezza di me stessa e del valore della mia vita, che non è sicuramente in un paio di scarpe nuove o in un’auto più potente…si può vivere senza tante di quelle cose superflue ed inutili, la vera felicità e il piacere ce li abbiamo dentro di noi e possiamo esprimerli appieno solo se nutriamo l’anima ed il cuore e il rapporto con gli altri. Appena sarò pronta mi prenderò il mio anno sabbatico e andrò alla ricerca su questo pianeta di un posto dove un modo di vivere diverso sia possibile…

    • Wooow Flavia! Che bello! Condivido totalmente! Quando troverai questo posto (perché c’è, ne sono sicura!) scrivimi!!! 🙂
      Un abbraccio e buona fortuna!

  3. Vivo da 20 anni in un paesino di 240 persone a 1200 mt di altezza
    abbiamo due figlie 18 e 16 anni che studiano 2 orti molto tempo libero tutti i giorni all aria aperta l unico lusso lo sci che amo in tutte le sue forme.
    Si può fare e non tornerei ma indietro neanche in una cittadina.
    La vita è stupenda se è il tempo atmosferico che decide cosa facciamo ogni giorno.
    Non buttiamo mai nessun tipo di cibo, marmellate, patate. pomodori cavoli insalate peperoncini mele pere uva susine lamponi cipolle agli erbe aromatiche
    una piccola casa di 85 m2 ed una vita stupenda ogni giorno nella pace nel silenzio
    pieno di animali selvaggi intorno!!!
    fatelo tutti voi che ancora non lo fate
    Luca

    • Luca ma è fantastico! Complimenti! Io, vivendo a Roma, sento un bisogno enorme di “natura”… mi manca proprio.

    • Buongiorno Luca, mi piace molto anche a me la vita in aria aperta, ma con 2 figli che studiano, come si fa?

    • Hai ragione,anche io sono fuggito dalla citta e vivo in un paesino di montagna in una grande casa ma nonostante la montagna di critiche che mi sono piovute addosso da tutti non tornerei indietro,

    • “Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo” (Albert Einstein) 🙂

  4. Anche io vorrei ritrovare me stessa e ora che ho una figlia, vorrei proprio cambiare vita è vivere a tutto tondo la felicità! Sono di origine dei Caraibi dove si vive con quello che si ha senza lussi (si di, macchinoni, vestiti di marca…) Vivo in Italia non per mia volontà ma perché mia madre ha pensato bene (male) di avere di più. Ogni volta che ritorno e vedo vegetazione, persone che ti sorridono, che se ne stanno tranquille e non vivono frenetiche… Mi rilasso mentalmente… In più dove vivono i miei parenti è in piena collina con orti e fiumi, animali allevati, e soprattutto con il mare….mi rilasso ancora di più senza lo stress del telefono che suona in continuazione … Mi manca tutto quel paradiso…

    • Ciao Nathaly! Molto piacere! Ti credo che ti manchi 🙂 Lavora per tornare la!!! (oppure creati il tuo angolo di paradiso qui, magari con un orto e con una collina… c’è chi ci riesce anche in Italia) In bocca al lupo! Un abbraccio

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