Ma se tutti smettessero di mangiare carne?

Ma se tutti smettessero di mangiare carne che fine farebbero gli animali da allevamento? Ne faremo animali da compagnia oppure li lasceremo liberi e alla sicura estinzione?

Mi è stata fatta questa domanda qualche giorno fa e mi sono presa un po’ di tempo per rispondere (anche perché volevo fare una cosa fatta bene, con fonti e dati alla mano…). Poi però, numeri a parte, mi sono divertita tantissimo a immaginare cosa succederebbe davvero se tutti smettessero di mangiare carne e (perché no?) derivati animali. E ho pensato di farne un post, senza la pretesa di descrivere una verità, ma solo per il piacere di condividere un’idea che mi sono fatta spulciando un po’ di qua un po’ di la.

6Bé intanto, se nessuno mangiasse più carne, nessuno la dovrebbe più produrre. Quindi, magari la smetteremmo di ingravidare forzatamente tanti animali per far loro sfornare cuccioli che per noi non sono altro che carne da macello e di utilizzare risorse preziosissime per ingrassare esseri senzienti che trattiamo come macchine con il solo fine di appagare la nostra gola e assecondare la nostra abitudine (per essere fine).

Gli effetti immediati sarebbero tantissimi (e tra questi escluderei l’estinzione. La natura se l’è sempre cavata benissimo anche senza l’aiuto dell’uomo e sono sicura continuerebbe a farlo anche dopo!).

Intanto ci sarebbe più acqua per tutti.

L’allevamento animale è responsabile per il 20/30% del consumo di tutta l’acqua al mondo. E così, mentre l’industria della carne garantisce ogni giorno al bestiame allevato la giusta quantità d’acqua, 666.425.665 persone rimangono senza all’asciutto.

Ci sarebbe più terra per tutti.

La produzione di carne è di gran lunga la prima consumatrice di terra per uso antropico. L’allevamento consuma il 70% di tutte le terre agricole, il 30% di tutta la superficie terrestre. Il 70% di quella che era foresta amazzonica è diventato pascolo o coltivazioni per alimentazione animale.

Ci sarebbe più cibo per tutti

Attualmente produciamo cibo per sfamare oltre 10 miliardi di persone. Il problema è che più della metà di questo cibo invece di essere utilizzato per sfamare le persone viene dato agli animali d’allevamento. L’82% dei bambini che muoiono di fame vivono in paesi dove il cibo viene dato agli animali d’allevamento, e questi vengono cresciuti per diventare carne nei piatti degli occidentali. 60.000 metri quadrati di terreno possono produrre quasi 17 tonnellate di alimenti di derivazione vegetale, mentre lo stesso terreno può produrre 170kg di carne.

E ci sarebbero meno morti di fame

In appena un’ora di tempo al mondo: più di 8 milioni di animali d’allevamento per la carne sono stati macellati e 114.153 tonnellate di grano è stato dato da mangiare ad animali d’allevamento. Nello stesso momento 354 bambini al mondo sono morti di fame.

Ci sarebbe più ossigeno per tutti

L’allevamento animale è responsabile del 91% della distruzione della Foresta Amazzonica.

Ci sarebbe meno inquinamento

Gli animali d’allevamento producono ogni anno 32.000 milioni di tonnellate di CO2, un equivalente del 52% di tutte le emissioni gas serra del pianeta. Basti pensare che le emissioni che vengono dal settore del trasporto sono responsabili del 13% per capire quanto è importante la portata della carne sul fronte dell’inquinamento.

Senza considerare l’utilizzo dei fertilizzanti chimici sintetici e dei pesticidi utilizzati nella produzione dei mangimi – soia e cereali in primis – a scopo di approvvigionamento degli allevamenti. Sostanze che non solo inquinano i raccolti ma anche il terreno e le falde acquifere circostanti.

Forse ci sarebbero meno migrazioni

Nei Paesi più poveri la maggior parte delle terre coltivabili viene utilizzata per produrre cibo per gli allevamenti animali o per il pascolo degli stessi. Secondo Unimondo, per esempio, in Messico, dove milioni di persone soffrono di denutrizione cronica, nel 1960 il bestiame consumava il 5% dei cereali prodotti. Nel 2003, è arrivato al 45%. In Egitto si è passati dal 3% a 31%. In Cina dall’8% al 28%. La Colombia, che disporrebbe di 45 milioni di ettari coltivabili, ne utilizza 5 milioni per produrre cibo per la popolazione e 40 milioni per la produzione di carne (che mangiano i paesi occidentali).

Sicuramente ci sarebbero meno violenze

Perché anche se noi siamo abituati a vedere questi prodotti belli che pronti sugli scaffali del supermercato o nelle vetrine dei macellai, dietro alle pubblicità e alle etichette, ai sorrisi e alle immagini rassicuranti, la verità è che quotidianamente vengono torturati, martoriati e assassinati tantissimi esseri viventi capaci di emozioni. Che se mi dicessero a me di farlo mi si rivolterebbe lo stomaco al solo pensiero (e credo anche a te!). E allora la questione non può essere semplicemente che ciò che non vediamo non ci riguarda. Per non parlare del fatto che, sono assolutamente convinta, da violenza nasce solo violenza…

A questo punto, in un pianeta a mio avviso migliore, potremo anche soffermarci sulle altre questioni, tipo: e dove li mettiamo tutti questi animali che ora stanno stipati negli allevamenti intensivi? E tutti i lavoratori del settore, che fine farebbero?

Così mi sono divertita a immaginare. E ho immaginato che magari al posto di questi…

2

vedremo questo…

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E magari succederà questo…

Ci saranno meno di questi…

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ma ci saranno questi:

3E forse vedremo questo…

e questo:

E magari scopriremo che tanti animali che ora consideriamo cibo non sono poi così diversi da quelli che consideriamo amici o, come si usa dire, da compagnia.

ettoreForse staremo anche meglio di salute. Visto che, come confermano i dati e come è ormai sotto gli occhi di tutti, mangiare carne proprio bene bene non fa. Tenendo conto che il popolo di mangiatori di carne per eccellenza è quello degli Stati Uniti e dando un’occhiata alla sua cartella clinica, non serve neanche citare l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, lo Iarc e il Ministero della sanità a tal proposito.

Certo, non sarebbe un passaggio che potrebbe avvenire dall’oggi al domani (e sicuramente il mio non è altro che un viaggio mentale, una provocazione o una fantasia) ma, volenti o nolenti, presto saremo chiamati a confrontarci con la questione alimentazione in una maniera un po’ meno superficiale di come lo si sta facendo ora. Le risorse stanno finendo e la popolazione sta aumentando. A breve, questo trend, già inaccettabile, diventerà insostenibile.

Basti pensare che gli abitanti di Europa e Stati Uniti mangiano in media ogni anno a testa 100 chili di carne, su per giù 3 etti al giorno. E che produrre un chilo di carne (quindi la quantità che un occidentale consuma mediamente in tre giorni) equivale a:

  • produrre gas serra pari a 36,4 kilogrammi di CO2 (pari alla CO2 emessa da un’auto di cilindrata media che percorre 250 kilometri);
  • consumare un’energia sufficiente per tenere accesa una lampadina da 100w per 20 giorni:
  • consumare 14/20 kilogrammi di mangime (per lo più soia e cereali);
  • utilizzare dai 5 ai 15 mila litri di acqua (ma c’è chi parla di 100.000 litri di acqua in allevamenti intensivi o estensivi. Un volume di acqua quest’ultimo sufficiente a soddisfare i consumi domestici complessivi di una famiglia europea di quattro persone per sei mesi, o di una famiglia del Bangladesh di quattro persone per quasi tre anni!).

Siamo proprio sicuri che sia questa la strada migliore da perseguire?

Per tornare alla domanda iniziale, credo che il problema non sia tanto cosa succederebbe se tutti smettessimo di mangiare carne quanto cosa potrebbe succedere se tutti volessimo continuare a mangiarla?.

O no?

Fonti:

Cowspiracy

Saicosamangi.it

Scienzavegetariana.it

Lav

Report (Rai Tre)

Unimondo

Ildragoparlante.com

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Elena

5 Comments

  1. Beh! Che ci sarebbero dei vantaggi non lo metto in dubbio…. ed è molto carino il tuo futuro immaginario! Ma non mi convince molto…. i nostri animali da allevamento lo sono da centinaia di anni, non sono più in grado di vivere liberi e questo è innegabile. E anche se possiamo curarli come animali da compagnia e smetterla di farli riprodurre forzatamente, dei migliaia di animali che ci sono che ne facciamo?

  2. Queste sono tanto ovvie eppure la gente non vuole capirlo, e parlo anche di persone relativamente intelligenti.. E tutte le volte che penso che in questo momento mucche, maiali, agnelli, sono uccisi, con tutto l’orrore che ne consegue, faccio molta fatica a essere tranquilla e felice. Non vedo l’ora che tutto quest’orrore finisca…

  3. Vorrei farti notare alcune lacune logiche:
    – i calcoli che fai si basano proprio sulla premessa che la popolazione animale in questione si riducesse, se non all’estinzione, ad un numero irrilevante per quanto concerne acqua, terra, ecc..
    – la maggior disponibilità di acqua e cibo non arriverebbe cmq dove geograficamente e/o economicamente non è possibile o voluto..
    – se tra le conseguenze consideriamo la possibilità che per ogni animale in meno, che come abbiamo visto è la premessa, la terra potrebbe sostenere un umano in più.. Be’.. tutto da rivedere perché un uomo mangia, beve e inquina enne volte di più..
    Allora meglio due miliardi di animali in più e molti uomini che muoiono prima per la dieta scorretta..

  4. mi spiace ma ci sono diversi punti deboli e molto utopici nella tua osservazione, esempio, tu hai citato che ci sono meno allevamenti, meno pesticidi, più acqua e più cibo….ma in realtà è veramente cosi? se togli acqua dall’allevamento degli animali, sei sicura che ce ne sia di più? perche tu hai anche detto che avremo piu spazi da destinare alla coltivazione, ma per coltivare ci vuole acqua a quanto mi risulta e sei sicura che portare acqua in tutte le zone (dove in molte tra l altro è complicato e costo per altro) non rischi di avere una sperperazione dell’acqua maggiore? inoltre mi domando, ma tutte le persone che stanno dietro alla filiera dell’allevamento (e dico tutte, tutte, che sono veramente tante) sei sicura che troverebbero lavoro oppure avremmo una massa di disoccupati che neanche ce l immaginiamo?!! e che fine fanno tutte quelle persone, quelle famiglie? questi sono solo dei punti volendo ce ne sono altri, come per esempio che non possiamo vivere solo di vegetali, noi siamo onnivori per evoluzione non per scelta (se siamo arrivati ad essere intelligenti o quasi dirai tu…. è perche ci siamo evoluti ed abbiamo capito ed appreso diverse cose tra cui anche l’allevamento degli animali). per ultimo è risaputo che l uomo ha bisogno di grassi vegetali e animali , di proteine vegetali e animali (che sono il principale elemento che costituisce i nostri muscoli) in fin dei conti il problema non è il cibo in se ma la quantita che ne consumiamo ( e negli USA il problema sta proprio qui)….quindi ridurne il consumo? sicuramente sono d’accordo, migliorare la gestione e la produzione degli allevamenti? ancor di più….ma toglierlo del tutto sarebbe come tornare all’età della pietra e non solo….quindi il tuo discorso forse a livello generale e utopico può reggere ma a livello pratico è molto distante dalla realtà.

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